Ipoacusia e calo dell'udito

Ipoacusia e calo dell'udito

Ipoacusia

Ipoacusia

Ipoacusia e calo dell'udito

Le Cause

Le cause del calo dell’udito, o ipoacusia, possono essere molte. La prima è certamente l’avanzare dell’età (presbiacusia). Chi perde la funzionalità uditiva per motivi legati all’età smetterà di comprendere alcuni tipi di suoni: i più deboli e i più acuti.

Le altre cause più comuni sono lesioni, infezioni, situazioni congenite o l’uso di alcuni tipi di farmaci. Tra i sintomi più comuni c’è la difficoltà nel comprendere le parole nei luoghi più affollati e rumorosi.

Chi ha un calo uditivo è probabile che non se ne accorga subito, anzi, molto spesso il problema è avvertito prima da familiari e amici.

Tra le cause non possiamo tralasciare l’esposizione a rumori particolarmente forti. Tutte le persone esposte a questo tipo di rumori (ad esempio i musicisti) devono sempre fare uso di adeguati dispositivi di sicurezza.

Ipoacusia e calo dell'udito

I sintomi più comuni del calo dell’udito

Hai difficoltà a comprendere i suoni nei luoghi affollati.

Per seguire le conversazioni ti aiuti con il labiale.

Pensi che siano gli altri a parlare a voce bassa.

I tuoi familiari ti fanno notare che tieni alto il volume della tv.

Da qualche tempo hai difficoltà a sentire il citofono e il cellulare.

Gli amici si lamentano perché devono ripetere le frasi.

Non riesci più a percepire suoni lievi come il ticchettio dell’orologio.

Ipoacusia

Ipoacusia e calo dell'udito

Le Conseguenze

Per capire quanto un buon udito influenzi la tua sicurezza ti basti pensare a cosa succede in strada, a quanto sia importante sentire il clacson di una macchina, la sirena dell’ambulanza oppure un grido di aiuto.

Nel breve periodo la prima conseguenza del calo dell’udito è la perdita di qualità della vita sociale. Se al ristorante non riesci più a comprendere le parole degli amici, per via del rumore, è probabile che a poco a poco smetterai di andarci. Il rischio concreto è l’isolamento sociale, che spesso porta con sé irritabilità, tensione, fino a sfociare in veri e propri fenomeni di depressione.

Nel medio-lungo periodo, le conseguenze sono anche peggiori. Sentire i suoni è un processo meccanico, che avviene con le orecchie. Invece dar loro un significato è un fenomeno cognitivo, che avviene con il cervello. Quando non è in grado di dare un senso ai suoni, il cervello prima si affatica, poi smette di provarci. E si atrofizza, come un muscolo inutilizzato. Il rischio è il declino cognitivo, anche in tempi piuttosto rapidi.

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